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International Pedagogic Encounter 2019

15 – 22 luglio 2019

Da Bologna a Pontedera, fradici di pioggia e carichi di bagagli, per partecipare all’International Pedagogic Encounter guidato dall’Open Program, presso il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards. Due settimane di workshop con Mario Biagini e gli attori dell’Open Program, un’opportunità di formazione e incontro per professionisti e studenti internazionali di teatro e performance.
Placato il diluvio, la campagna cerca il silenzio ma non è muta e la sera intravediamo alcune luci  accese al Workcenter, spie di ospiti all’interno. La mattina successiva è di nuovo il sole di luglio, caldissimo e secco. Incontriamo i partecipanti dell’International, perlopiù volti nuovi e provenienti da tutto il mondo: ci sentiamo parte di un piccolo globo condensato. Confrontarsi con gli altri partecipanti significa percepire la propria lingua – o dialetto – come un compendio di parole tra i tanti possibili. La riflessione sulla propria cultura è un riflesso di altre culture, teatri, canti.
Le giornate dell’International sono scandite dalle attività guidate dagli attori dell’Open Program, e abbiamo davvero la sensazione di intraprendere un percorso privo di mete precise. Una forma di pedagogia: dati alcuni principi, lasciare che le strade si costruiscano da sé. Ciascuno è invitato, poi, a lavorare su una proposta teatrale, singola o collettiva, spesso condividendo le sale e gli spazi attigui al Workcenter: capita che le voci si sovrappongano e le proposte interagiscano tra loro. Eppure, tutto ciò alimenta la creatività e la responsabilità individuale: come possiamo essere presenti e insieme agli altri nel rispetto del loro lavoro? Anche dopo ore di lavoro, quali strategie elaboriamo per mantenere viva l’attenzione?
Nel tempo riservato al confronto, attraverso la conversazione ci muoviamo in continua tensione tra l’impossibilità di dire, la difficoltà – linguistica, in primis – di raccontare e riflettere, la necessità di sforzarsi per condividere un pensiero.

Il 26 luglio, ultimo giorno di workshop, le attività si svolgono regolarmente – senza meta, senza conclusione, come se all’indomani torneremo in sala, e il processo non termini mai. L’Incontro cantato finale si svolge, itinerante, per le strade e le piazze della città: un gruppo di individui coinvolti nell’occupazione performativa di uno spazio pubblico. Un’apertura significativa al contesto esterno, alla realtà che ci riguarda costantemente, dove forse, per il teatro, esistono delle possibilità nuove e vive.

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