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Finestre sul Giovane Teatro

Finestre per il Giovane Teatro intende creare un’occasione di contatto e condivisione di pratiche, esercizi e metodologie per la formazione dell’attore, nonché offrire uno spazio di riflessione e dialogo.

Bologna, 23 – 26 maggio 2019.

Il meeting internazionale rivolto ad artisti singoli e compagnie teatrali, giunto alla sua XI edizione, è organizzato e curato da Lina Della Rocca e Renzo Filippetti, direttori artistici del Teatro Ridotto. Luogo per noi familiare, diviene in quei giorni sede della residenza artistica, accogliendo liberamente i partecipanti e il pubblico, sia nei momenti di lavoro, sia in quelli di ristoro e riposo.

Finestre si inaugura la sera del 23 maggio con la visione del documentario Alas Rotas. Conosciamo per la prima volta i futuri compagni di lavoro: alcuni partecipano come gruppi, più o meno numerosi, altri da soli, per un totale di circa venti persone. Il Teatro mette a disposizione una foresteria per ospitare coloro che vengono da lontano.

Il mattino successivo iniziamo a lavorare in sala. Primo atto creativo è la costituzione di un regolamento collettivo, premessa per un percorso fertile e condiviso. Il primo turno di pratiche prevede, per ognuna delle realtà partecipanti, un tempo per mostrare gli esercizi attoriali scelti per essere successivamente trasmessi. Al termine di questa fase, inizia il processo di trasmissione attraverso il coinvolgimento di tutti i partecipanti.

Impariamo ad apprendere e a trasmettere, percependo la preziosità e la fugacità del tempo in sala: siamo chiamati a prestare una costante attenzione e ad interrogarci su quali strategie permettano ad un attore di imparare. Presto scopriamo la possibilità di non domandare troppo, lasciandoci guidare dall’ascolto, dall’osservazione e dal gruppo. Nello stesso tempo, ogni guida ricerca un approccio chiaro ed efficace per la trasmissione. Lina Della Rocca, che partecipa alle sessioni con il gruppo Filo dei Venti, supervisiona il processo e interviene fornendo consigli. Riserviamo dei momenti per riflettere collettivamente, dialogando sui principi e le pratiche messe in atto.

Il lavoro in sala è affiancato da un pubblico di osservatori, silenziosamente partecipi. Alcuni partecipanti provengono dall’America Latina, dal Brasile o dall’Equador. Ci rendiamo conto che, a volte, non è necessario comunicare attraverso le parole, ma anche che la lingua utilizzata è una realtà fluida e inaspettata, mutando incessantemente dall’italiano all’inglese, dallo spagnolo al brasiliano. Ciò avviene anche durante le pause e il riposo.

Il lavoro si svolge dal mattino alla sera, gli orari scanditi dalle pause per pranzare e cenare. Con l’aiuto e la guida dei tirocinanti del Teatro Ridotto, organizziamo i pasti e le pulizie, responsabilità condivisa con gli ospiti di Finestre. Qual è, allora, il ruolo degli ospiti? Coloro che accolgono e vengono accolti: in questo contesto, scopriamo di rivestire entrambi i ruoli e ciò ci consente di approfondire il legame con il Teatro Ridotto, utilizzando e conoscendo i suoi spazi. Il sole e il calore di fine maggio ci regalano alcune pause in giardino, e in questi preziosi momenti possiamo ampiamente conversare e conoscere i nostri compagni di viaggio.

Nella sera di domenica 26 maggio, a conclusione del meeting, i partecipanti di Finestre offrono una dimostrazione scenica del percorso intrapreso al DamsLab di Bologna: ad una prima esibizione collettiva, segue la presentazione dell’estratto teatrale autonomo di ogni gruppo. Per noi, ecco un’altra opportunità di condividere materiali della nostra ricerca artistica, attraverso canti, parole, relazioni.

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